martedì 10 ottobre 2017

Bufale in rete: ci casca più della metà degli internauti

I tg sono ancora la prima fonte d'informazione degli italiani (per il 60,6%), ma al secondo posto c'è Facebook (35%). A più della metà degli utenti di internet è capitato di dare credito a fake news circolate in rete: è successo spesso al 7,4%, qualche volta al 45,3%

Roma, 4 ottobre 2017 - Come ci si informa oggi. I telegiornali sono usati abitualmente per informarsi dal 60,6% degli italiani, ma solo dal 53,9% dei giovani. La seconda fonte d'informazione è Facebook con il 35%, ma nel caso degli under 30 il social network sale al 48,8%. Tra i mezzi utilizzati per informarsi dai giovani seguono i motori di ricerca su internet come Google (25,7%) e YouTube (20,7%). Le persone più istruite, diplomate o laureate, restano affezionate ai tg generalisti (62,1%), ai giornali radio (25,3%) e alle tv all news (23,7%), ma danno comunque molta importanza a Facebook (41,1%). I quotidiani vengono al sesto posto nella classifica generale: li usa regolarmente per informarsi il 14,2% della popolazione, il 15,1% delle persone più istruite, ma solo il 5,6% dei giovani.

Tra fake news e post-truth A più della metà degli utenti di internet è capitato di dare credito a notizie false circolate in rete: è successo spesso al 7,4%, qualche volta al 45,3%, per un totale pari al 52,7%. La percentuale scende di poco, rimanendo comunque al di sopra della metà, tra le persone più istruite (51,9%), ma sale fino al 58,8% tra i giovani under 30, che dichiarano di aver creduto spesso alle bufale in rete nel 12,3% dei casi. Quali sono i giudizi espressi sulle fake news? Per tre quarti degli italiani (77,8%) si tratta di un fenomeno pericoloso, soprattutto per i diplomati e laureati (80,8%). Proprio i più istruiti ritengono, con valori superiori alla media della popolazione, che le bufale sul web vengono create ad arte per inquinare il dibattito pubblico (74,1%) e che favoriscono il populismo (69,4%). I giovani invece danno meno peso a queste valutazioni. Il 44,6% ritiene che l'allarme sulle fake news sia sollevato dalle vecchie élite, come i giornalisti, che a causa del web hanno perso potere.

Le nuove soglie della disintermediazione digitale: che cosa si fa sul web e perché. Nell'epoca della disintermediazione digitale, app e startup stanno rimodellando abitudini e comportamenti quotidiani. Il 39,7% degli utenti di internet controlla il proprio conto corrente grazie all'home banking (circa 15 milioni di persone), il 37,7% fa shopping in rete. Non decollano, però, le prenotazioni sul web delle visite mediche (8%), né i rapporti online con le pubbliche amministrazioni (14,9%). Cresce invece il fenomeno del self-tracking: oggi il 13,2% degli italiani si avvale di dispositivi digitali per monitorare e archiviare informazioni sul proprio stile di vita (attività fisica e sportiva, dieta alimentare e altro). I servizi delle aziende del capitalismo digitale (da Uber a Airbnb, da Deliveroo a Foodora) sono state utilizzate nell'ultimo anno dal 6,9% degli italiani, con un coinvolgimento maggiore dei giovanissimi under 30 (10,4%) e delle persone più istruite (9,3%). Questi servizi vengono promossi per il loro carattere innovativo (il 59,1% degli italiani riconosce loro il merito di aprire continuamente nuove strade all'innovazione) e perché fanno risparmiare tempo e denaro (54,1%). La preoccupazione maggiore resta l'impatto reale dell'app economy sui posti di lavoro: per il 44,7% degli italiani non si crea nuova e vera occupazione.

Questi sono i principali risultati del 14° Rapporto Censis sulla comunicazione, promosso da Facebook, Mediaset, Rai, Tv2000 e Wind Tre, presentato oggi a Roma presso la Sala Zuccari del Senato da Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis, e discusso da Vania De Luca, Presidente dell'Ucsi, Gian Paolo Tagliavia, Chief Digital Officer della Rai, Gina Nieri, Consigliere di Amministrazione di Mediaset, Lorenzo Serra, Direttore Generale di Tv2000, Massimo Angelini, Direttore Pr Internal & External Communication di Wind Tre, Laura Bononcini, Head of Public Policy di Facebook Italia, Maurizio Costa, Presidente della Fieg, e Giuseppe De Rita, Presidente del Censis.

FONTE: Censis.it

giovedì 19 maggio 2016

Il programma del Popolo della Famiglia



Dato che a me piace informarmi, ho deciso di capire cosa fosse il movimento politico messo su da Adinolfi. Sono quindi andato sul sito del partito (una pagina del quotidiano LaCroce) e ho così letto i 26 punti salienti del programma politico del Popolo della Famiglia, uno per ogni lettera. Al di là del fatto che non ho mai visto in vita mia un partita che specifica nel suo programma elettorale di usare come fonte i Compendi della Dottrina Sociale della Chiesa (!?!), eccovi i 26 punti riassunti: 

“A” come ambiente, per una ecologia integrale: in pratica rispetto delle biodiversità (e qui ci sarebbe una battutaccia del tipo il sedano di montagna sì e il finocchio di città no?), utilizzo delle risorse con sobrietà e senza sprechi, valorizzare le biotecnologie che soddisfano l’alimentazione e la salute e favorire la libera circolazione di beni primari come acqua e cibo.

“B” come bene comune: la vita umana deve essere tutelata facendo si “che non si possano sacrificare esseri umani pretendendo di conseguire il “bene” (aborto, divorzio, eutanasia, stepchild adoption).” L’ultima si vede che l’hanno aggiunta in questi mesi, perché vedere questo fritto misto messo tutto allo stesso livello fa davvero male agli occhi. 

“C” come carità, ovvero la carità come criterio supremo del comportamento sociale, e come primo servizio della politica. Niente da dire, andiamo avanti.

 “D” come destinazione universale dei beni: ridistribuzione dei beni pubblici e subordinazione di tutti gli altri diritti, dalla proprietà privata al libero commercio, a questo diritto, per far sì che tutti i cittadini abbiano accesso ai servizi pubblici essenziali e ad una abitazione di proprietà, che sia consentito l’accesso di singoli e aziende ai mercati del lavoro e del credito, che si inducano i proprietari di immobili a non tenere inoperosi i beni posseduti e di destinarli all’utilizzo di chi ha bisogno o all’attività produttiva, che si estenda il più possibile i frutti del recente progresso e tecnologico e che si favorisca l’equa distribuzione della terra coltivabile. Mi sembra di essere in un libro di Orwell.

“E” come educazione OVVERO “Il figlio è mio e me lo istruisco io.” In pratica la famiglia ha un ruolo “originale e insostituibile” nell’educazione dei figli e il ruolo materno e quello paterno sono ugualmente necessari. Per questo motivo la famiglia ha diritto ad assistenza per la procreazione e l’educazione dei figli e tutti hanno diritto ad una cultura e ad una scuola libera e aperta. Commovente, se non esistessero in Italia le scuole PARITARIE. Andiamo avanti.

“F” come famiglia. E qui arriviamo al nocciolo grosso della questione. Il Popolo della Famiglia qui scomoda addirittura l’art.31 della Costituzione e l’ISTAT per affermare che in Italia si fanno sempre meno figli e quindi bisogna aumentare la natalità e agevolare le famiglie numerose. Come, non è dato saperlo.
 “G” come giustizia, in pratica dare ad ognuno il suo e ciò che gli compete, senza dimenticare che “la legge morale naturale riguarda non solo la bioetica ma anche i temi economici, come il giusto prezzo o il giusto salario”, con un occhio di riguardo verso i malati e i bisognosi. 

“H” come handicap. Ritorniamo ed allarghiamo il concetto di malato e qui si chiede il riconoscimento della condizione di svantaggio delle persone handicappate che devono essere aiutate nel miglioramento delle loro condizioni di lavoro fisiche e psicologiche, promuovendo anche un’opera di sensibilizzazione sui temi della disabilità nelle scuole e sui mass media (questi qui non sanno forse dell’esistenza di Pubblicità Progresso). Ma qui viene il capolavoro che vi lascio gustare appieno: “Pare che il disabile abbia una vita che “non merita di essere vissuta” e ciò conduce progressivamente all’eugenetica. D’altronde, ormai, di disabili non ne nascono quasi più, per via di una selezione prenatale e, l’eutanasia diretta, quella che consiste cioè nel mettere fine, con un atto o l’omissione di un’azione dovuta, alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte, merita di essere rubricata come reato penale.”

“I” come impresa. Si predica un ritorno alla piccola impresa a conduzione familiare con lo Stato che ha il dovere di favorire le piccole e medie imprese (PMI) e l’impresa familiare attraverso, per esempio, l’unione del capitale del piccolo risparmio con il credito alla piccola impresa agraria, artigianale, industriale, commerciale o, da parte del legislatore nazionale, operare per una detassazione delle spese fisse, per ricerca e investimento delle PMI.

“J” come Jackpot ovvero il gioco d’azzardo. Qui Marione ci va duro. I giochi d’azzardo sono moralmente inaccettabili soprattutto perché commissionati dallo Stato e ciò scatena la dipendenza dal gioco che diventa patologica. In tale contesto non è ammissibile che i siti Internet di gioco d’azzardo fioriscano indisturbati. Quindi AAMS, SNAI, Sisal, Bet365 e varie, fottetevi.

“K” come Kyoto (Ma non avevamo già parlato di ambiente prima?). Si chiede il rispetto del  Protocollo di Kyoto sulla riduzione del riscaldamento globale ma deve essere una cosa “fluida”, costantemente e periodicamente valutata a livello scientifico, politico e giuridico, a livello sia nazionale sia internazionale. Si chiede poi che ogni cittadino si passi una mano sulla coscienza e sviluppi un maggior senso di responsabilità. Infine, ecco la piccola perla antiscientifica e anche vagamente complottista: “L’inquinamento prodotto dall’uomo, comunque, è probabilmente sopravvalutato nella sua capacità d’influire sul clima, le cui variazioni sono epocali e avvengono per cause per lo più poco conosciute (macchie solari, andamenti ciclici, etc.).” Jackpot (ops, l’ho già scritto prima).

“L” come libertà. E qui andiamo un attimo in confusione con tutto il resto. Perchè, se mi affermi che ogni persona “creata ad immagine di Dio, ha il diritto naturale di essere riconosciuta come essere libero e responsabile, di realizzare la propria vocazione personale ed è libera di cercare la verità, professare le proprie idee religiose, culturali e politiche; esprimere le proprie opinioni; decidere il proprio stato di vita; decidere il proprio lavoro per quanto possibile; costruirsi la propria famiglia; associarsi con altri per finalità di bene comune” non puoi dirmi subito dopo “La libertà deve esplicarsi, d’altra parte, anche come capacità di rifiuto di ciò che è moralmente negativo”. Questa non è liberta, questo è razzismo. Ah, se una persona è libera di essere quello che vuole, perché gli omosessuali non lo sono? Ma su questo torneremo più avanti.

“M” come manutenzione e opere pubbliche. La pubblica amministrazione, a qualsiasi livello, deve servire i cittadini e per questo via a semplificazione e gestione della cosa pubblica non in mano ai privati anche per evitare tangenti e corruzione. Quindi una politica statalista.  

“N” come natalità. Torniamo sui bambini come espresso sul punto F. Dato che il tasso di fertilità è attualmente al di sotto del livello di sostituzione necessario a mantenere stabile il livello demografico DEVE essere messa in atto una politica natalistica ragionata e costante, attraverso misure come uno stipendio alle neo-mamme, case a costi calmierati per chi si deve sposare, maggiore sostegno alle aziende familiari e una riserva di posti nei concorsi pubblici per i candidati giovani da poco sposati. E fanculo gli altri.

“O” come organizzazione sanitaria. Bisogna migliorare la sanità pubblica con le poche risorse economiche disponibili che devono (perché basta l’assistenza di base e per il resto devi saperti curare da solo) riflettersi su bambini nascenti, donne incinte, anziani, malati gravi e disabili bisognosi di cure. Inoltre, si chiede di consentire al personale sanitario di attuare l’obiezione di coscienza e alla cittadinanza di non sostenere azioni moralmente cattive attraverso l’obiezione fiscale: ciliegina sulla torta si invoca a gran voce il diritto alla vita e che esso venga salvaguardato da sanzioni penali e da qualsiasi danno sul piano legale, disciplinare, economico e professionale. Belle merde.

“P” come persona umana. Tutto intorno a te. (Non era Banca Mediolanum?) Il programma richiama i quattro principi fondamentali dell’uomo (dignità della persona, bene comune, solidarietà, sussidiarietà) e rimarca il primo, piazzandoci subito dopo  il diritto alla vita (dal concepimento fino alla morte naturale), il diritto a vivere in una famiglia unita e MORALE, il diritto a maturare la propria intelligenza e la propria libertà nella ricerca e nella conoscenza della verità, il diritto a partecipare al lavoro per valorizzare i beni della terra ed a ricavare da esso il sostentamento proprio e dei propri cari E il diritto a fondare liberamente una famiglia e ad accogliere ed educare i figli, esercitando responsabilmente la propria sessualità. Quindi SCOPA RESPONSABILMENTE.

“Q” come quoziente familiare. Qui andiamo un attimo sullo specifico. Il PdF vuole stabilire un criterio di progressività del sistema tributario in ragione della capacità contributiva della famiglia nel suo insieme: spiegato in parole povere, se uno dei due ha dei finanziamenti o delle tasse che gli fanno guadagnare di meno, la tassazione non dovrà colpire il reddito in quanto tale, ma quello diminuito dei costi necessari per far fronte a questi oneri. In pratica il reddito complessivo viene “tagliato a fette” per il peso effettivo dei componenti in famiglia. Tutto questo per far pagare meno tasse alle famiglie unite e con due o più figli. E chi se ne frega delle coppie sterili o dei single. E mi sembra giusto.

“R” come equa retribuzione del lavoro. In questo paragrafo viene stigmatizzato lo sfruttamento del lavoro, in particolare dei minori, degli immigrati, dei disabili e delle donne. Il lavoratore ha anche dei diritti (Ah, la Tauromachia! NdR) come un giusto stipendio, il riposo di Domenica (perché devi andare a messa!), la sicurezza nel lavoro, la tutela in caso di malattia o incidente, la maternità, la conciliazione tra lavoro e famiglia, la sovvenzione nella disoccupazione, la pensione. Inoltre si scoraggia l’eccessiva flessibilità nei rapporti di lavoro e si reputa inaccettabile la lotta di classe ma si salva il diritto di sciopero. Grazie tante, a quando anche i carri trainati dai buoi?

“S” come sussidiarietà. Protagonisti del proprio futuro. The Big Society. Stavolta ho lasciato il titolo per intero. In pratica il PdF propone di sostituire al welfare centralista la sussidiarietà locale garantita, a suo dire, dalle famiglie, dai gruppi e dalle realtà territoriali locali. Esempio? L’aiuto informale dato alle coppie dalle famiglie d’origine, dalle comunità parrocchiali e non, nei momenti critici della vita (disoccupazione, madri lavoratrici con figli piccoli, anziani non autosufficienti, disabili). Questo però non deve essere frainteso come una sorta di “ammortizzatore sociale” su cui si è basato lo Stato in questi anni. Non è questa la sussidiarietà.

“T” come tasse. “Il rispetto dell’autorità corrisponde all’ordine stabilito da Dio. Per questo si dà a Cesare quel che è di Cesare” Quando uno ti comincia così cosa vuoi aggiungere? Basandoci sul principio secondo il quale la tassazione è una forma di solidarietà sociale, l’obiettivo verso cui tende il movimento è quello di avere un fisco dove le tasse sono eque e razionali e vanno pagate (vallo a dire al Vaticano) , dove la spesa pubblica è amministrata con rigore e integrità (gli stipendi devono essere giusti, le risorse pubbliche non vanno derubate) e dove la spesa pubblica va distribuita sul territorio tenendo conto dei talenti e delle famiglie.

“U” come urbanistica. Qui parliamo di casa. Il movimento critica l’abitare anonimo dei grandi centri urbani e il sovraffollamento cittadino che, sommato alla crisi morale e al crimine ha diffuso ha causato un degrado, morale e sociale, senza precedenti. Ciò ha portato a piegare la vita alle esigenze del consumo con una “perdita metafisica” dell’intimità della casa, che genera senso di solitudine, estraneità, alienazione. MA non solo la società urbana necessiterebbe di un riequilibrio demografico e di decisi interventi architettonici ed infrastrutturali. La “qualità della vita” nelle zone periferiche e rurali, infatti, urge di una politica di riqualificazione umana dalla quale potrebbero scaturire risultati positivi per l’intera comunità.

“V” come verità. La verità vi farà liberi. “Oltre ai princìpi che presiedono alla costruzione di una società degna dell’uomo (dignità umana, bene comune, solidarietà, sussidiarietà), la Dottrina sociale della Chiesa indica anche dei valori fondamentali, i principali dei quali sono carità, giustizia, libertà, verità. La carità è il più importante di tutti e dà senso agli alti tre. Rispettare questi valori conduce alla propria perfezione e ad una convivenza sociale più umana.” In altre parole, bisogna cercare la verità costantemente ed educare i figli alla ricerca di essa. Cosa sia questa Verità non è dato però saperlo. Ma un paio di idee ce l’avrei.

“W” come welfare partecipativo. Si parla di nuovo del principio della solidarietà cittadina: lo Stato non deve fare ciò che un cittadino può fare da solo (uhm, io che pago le tasse a fare?). Lo Stato si deve porre come bilancia in tema di livelli essenziali di assistenza e di rispetto delle leggi; gli attori sociali contribuiscono ciascuno nel proprio ambito a soddisfare i bisogni di cura, sanità ed assistenza con spirito di servizio e rispetto delle leggi e dei regolamenti statali. In casi di particolare gravità o di latenza dei soggetti sociali, lo Stato interviene direttamente in via sussidiaria. E io ripeto la frase di prima: e le tasse che le pago a fare se secondo te posso fare da me delle cose?

“X” come xenofilia equa ed equilibrata. Società multiculturale o società multietnica? Tutti i colori del mondo, ma sotto la stessa bandiera. Anche qui ho volutamente lasciato il titolo per intero. Allora… Partiamo dal presupposto che gli immigrati sono innanzitutto persone, e la prima accoglienza è un dovere (e per la miseria, se non me lo dici tu che sei un movimento politico di fede cattolica!). MA i flussi migratori vanno regolamentati secondo criteri di equità e di equilibrio per evitare tensioni sociali e va promosso il diritto al ricongiungimento familiare. Nello stesso momento gli immigrati si devono confrontare con la legge civile e con la legge morale naturale in tema di rispetto della dignità umana, tutela della famiglia, libertà dei diritti civili e politici, libertà di culto. E qui scappa il capolavoro diplomatico internazionale: “La reciprocità nelle relazioni internazionali esige la tutela dei cristiani nei paesi dove sono perseguitati.” Facciamo di nuovo le crociate?

“Y” come Y chromosome. Educare sì alla sessualità, ma rispettando l’identità e l’armonia maschio/femmina. Io qui vi attendevo al varco. Questo paragrafo lo lascio intero con tutte le citazioni, così ve lo godete per bene. “Il cromosoma Y, uno dei due cromosomi umani determinanti il sesso (l’altro cromosoma sessuale è il cromosoma X), viene tramandato di padre in figlio. Siccome i genitori hanno una responsabilità primaria nella sfera dell’educazione sessuale, è loro diritto-dovere assicurare che i loro figli apprendano in modo ordinato e progressivo il significato della sessualità e imparino ad apprezzare i valori umani e morali ad essa collegati (cfr. Compendio DSC, n. 243). I genitori devono essere messi in condizione di verificare e scegliere le modalità con cui viene attuata l’educazione sessuale nelle istituzioni educative, al fine di controllare che un tema così importante e delicato sia affrontato in modo graduale e senza ridurre il tutto alla genitalità o all’anatomia. L’educazione affettiva e sessuale, inoltre, deve abbracciare la totalità dell’essere umano, non solo gli aspetti fisici, ed essere calibrata allo specifico dell’identità maschile e femminile, realtà complementari ma differenti. Si tratta, insomma, di preparare i futuri sposi, uomini e donne del domani, all’amore di comunione e fecondo.”

“Z” come tolleranza zero verso chiunque attenti alla sicurezza. Lo Stato e le Istituzioni locali deve fare il duro e cattivo verso chiunque attenti alla sicurezza fisica delle persone, dei rapporti sociali, del credito etc. Particolare severità va portata verso chi corrompe o tenta di corrompere, all’interno del mondo della scuola, dei media e dello sport, i giovani (NEGLI ORATORI NO???) Non si deve solo disincentivare o punire il crimine, ma si deve anche collaborare positivamente all’opera di educazione e formazione delle giovani generazioni da parte delle famiglie e delle varie agenzie educative presenti sul territorio. L’obiettivo secondo il PdF si deve tradurre nell’elaborazione di programmi di prevenzione ben studiati che diano vita ad un sistema legale severo e ben conosciuto che stronchi i fautori e responsabili di: 1) pedofilia, 2) violenza sessuale, 3) diffusione delle droghe; 4) promotori del loro uso e della “cultura dello sballo”, 5) doping sportivo, 6) teppismo negli stadi, 6) degrado di città e beni culturali. Ci mancano solo il satanismo e il Gioca Jouer e siamo al gran completo.

In pratica, si tratta di ritornare ad un sistema statalista e sussidiario con la famiglia al centro (eterosessuale e numerosa… ho come l’impressione di tornare indietro di 70 anni…) e con ognuno che deve fare la sua parte e sgravare lo Stato dalle incombenze inutili. Centrale il diritto alla vita e alla autodeterminazione così come l’ambiente e la natalità, visto come vero grande problema della società italiana. Mi ripeto ma mi sembra di leggere un libro su di una società distopica e ucronica.
Gli altri commenti li lascio a voi.
PS Per chi volesse leggere il programma originale: http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2016/03/23/politica/il-programma-del-popolo-della-famiglia-26-punti-di-orientamento

lunedì 29 febbraio 2016

La mia personale preghiera

Era da tempo che avevo in mente questa poesia.
Ieri sono finalmente riuscito a completarla.
Ecco la mia personale preghiera.



Madre
veglia e proteggimi
dal buio
che vuole entrare nella mia vita
dal sangue
che cola dalle pareti della mia stanza
dalla rabbia
che dipinge le mie giornate troppo vuote

Madre
tu che hai vissuto il dolore
tu che sai cosa vuol dire perdersi
tu che nell’ora più buia non hai mollato
insegnami la tua calma
mostrami la tua compassione
donami un po’ del tuo ottimismo

Perché sento che gli angeli stanno cadendo
perché vedo il diavolo sorridere tra la gente
perché sento la paura nelle parole delle persone
perché vedo l’amore svanire come nebbia al mattino

e non voglio perdermi
e non voglio perdermi
e non voglio perderti

Tu che sai cosa c’è più in là
quando hai un poco di tempo
prega un poco per me

Lo sapevate che...

Lo sapevate che il Telepass non è un sostitutivo del Viagra, anche se fa alzare la sbarra?

Lo sapevate che quando nella pubblicità dello yogurt dicono che aiuta la tua naturale regolarità, in realtà è un modo come un altro per dire che fa cagare?

Lo sapevate che la neve cade a fiocchi perché se cadesse a nodi non si scioglierebbe?

Lo sapevate che in Cina l'omosessualità maschile è un male inculabile?

Lo sapevate che se ti rompi un piede zoppichi, ma se te ne rompi due non zoppichi più?

Lo sapevate che ha visto più patatine Rocco Siffredi che un commesso al McDonald?

Lo sapevate che le sigarette Camel hanno come emblema un dromedario?

Lo sapevate che Edward “mani di forbice” si è masturbato una volta sola?

Lo sapevate che per i mangiafuoco sono normali i bruciori di stomaco?

Lo sapevate che gli Zero Assoluto contraddicono le leggi della termodinamica?

Scie Chimiche: chi ci crede



Dopo una lunga ricerca, sono riuscito a stilare una lista di coloro che in Italia credono nel fenomeno delle "Scie Chimiche": esperti, tecnici, politici, comuni, personalità del mondo dello spettacolo e della cultura e ricercatori indipendenti.
Buona lettura e non spaventatevi, l'elenco è cospicuo ma temo sia ancora molto parziale.















ESPERTI
Domenico Azzone, tecnico in congedo del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare Italiana
dott. Angelo Baracca, docente di Fisica dell'Università di Firenze
dott. Giorgio Pattera, membro del Consiglio Direttivo del Comitato Ufologico Nazionale
dott. Ermanno Micucci, omeopata, docente di Terapie Integrate in Flebolinfologia dell'Università di Siena
dott. Pietro Ciliberti, psichiatra, Genova
dott. Raffaele Cavaliere, Psicologo – Psicoterapeuta, Ladispoli
dott. Maurizio Pallante, cofondatore del Comitato per l’uso razionale dell’energia, membro del comitato scientifico di "M'illumino di meno"

POLITICA
Onorevole Sandro Brandolini (deputato PD) (ben 3 interrogazioni parlamentari)
Onorevole Alessandro Bratti (deputato PD)

Onorevole Manuela Ghizzoni (deputato PD)
Onorevole Antonio la Forgia (deputato PD)
Onorevole Antonio Di Pietro (deputato IdV)
Onorevole Katia Bellillo (deputato PdCI)
Onorevole Amedeo Ciccanti (deputato UDC)
Onorevole Gianni Nieddu (senatore DS)
Onorevole Severino Galante (deputato PdCI)
Onorevole Piero Ruzzante (deputato DS)
Onorevole Italo Sandi (deputato UDC)
Onorevole Oskar Peterlini (esponente SVP)
Onorevole Domenico Scilipoti (senatore FI)
Onorevole Mirko Busto (deputato M5S)
Adriana Poli Bortone (ex sindaco di Lecce, sospesa da FdI)
Parlamentare Europeo Marco Busto (M5S)
Parlamentare Europeo Giulietto Chiesa (Italia dei Valori)
Mauro Romanelli (portavoce dei Verdi della Toscana)
Claudio del Lungo (ex Assessore all'Ambiente del Comune di Firenze, Verdi)

COMUNI
Comune di Genova: proposta di petizione del M5S sul fenomeno delle scie chimiche
Comune di Savignano sul Rubicone: interrogazione del consigliere Antonio Serpieri sul fenomeno delle scie chimiche
Comune di Longiano: interrogazione del capogruppo del Popolo della Libertà, Andrea Moretti, sul fenomeno delle scie chimiche
Comune di Bagno di Romagna: ordine del giorno sul fenomeno delle scie chimiche.
Comune di Morciano di Romagna: ordine del giorno sul fenomeno delle scie chimiche (poi ritirato).
Comune di Vergemoli: ordine del giorno sul fenomeno delle scie chimiche.
Comune di Santarcangelo di Romagna: ordine del giorno sul fenomeno delle scie chimiche.
Comune di Cesena: scie chimiche: ordine del giorno del capogruppo del Partito Democratico, Maurizio Mancini
Comune di Ladispoli: petizione popolare (firmata dal PdL) sul fenomeno delle scie chimiche
Comune di Cerveteri: petizione popolare sul fenomeno delle scie chimiche
Comune di L’Aquila: ordine del giorno sul fenomeno delle scie chimiche.
Comune di Torino: petizione popolare (729 firmatari) sul fenomeno delle scie chimiche.
Comune di Arezzo: “Giornata informativa sulla geoingegneria” presso il Consiglio Regionale della Toscana
Comune di Grizzana Morandi: richiesta chiarimenti all'ASL e all'ARPA locali sul fenomeno delle scie chimiche.
Comune di Venaria: ordine del giorno sul fenomeno delle scie chimiche

VARIE ED EVENTUALI
Generale Fabio Mini, collaboratore de "Il Fatto Quotidiano"
ISDE (Associazione Medici per l'Ambiente)
"Fare Verde" sezione di Lanciano
Avv. Vitto Claut, Presidente del CODACONS Friuli Venezia Giulia
Fabio Volo
Romina Power
Piero Pelù
Maurizio Decollanz, conduttore della trasmissione “REBUS” su Odeon TV

RICERCATORI INDIPENDENTI
Corrado Penna
Rosario Marcianò
Claudio Bianchini
Danilo Lindiner
Vittorio Iori
Corrado Pala
Corrado Malanga

giovedì 21 gennaio 2016

Superquark: il Leone da tastiera



CLASSIFICAZIONE

Dominio: Eukaryota
Regno: Animalia
Sottoregno: Eumetazoa
Ramo: Bilateria
Superphylum: Deuterostomia
Phylum: Chordata
Subphylum: Vertebrata
Infraphylum: Gnathostomata
Superclasse: Tetrapoda
Classe: Mammalia
Sottoclasse: Theria
Infraclasse: Eutheria
Superordine: Euarchontoglires
Ordine: Primates
Sottordine: Haplorrhini
Infraordine: Simiiformes
Parvordine: Catarrhini
Superfamiglia: Hominoidea
Famiglia: Hominidae
Sottofamiglia: Homininae
Tribù: Hominini
Sottotribù: Hominina
Genere: Homo
Specie: Homo Keybordianensis
Nome comune: Leone da tastiera (femminile leonessa)

DATI GENERALI
Lunghezza del corpo
1,40 - 2,10 m
Peso medio
maschio: 80 kg
femmina: 65 kg
Durata della vita
maschio: 70-100 anni
femmina: 80-110 anni
Maturità sessuale
femmina: 12 anni
maschio: 13 anni

HABITAT E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA
Il leone da tastiera, nome scientifico Homo Keybordianensis della famiglia dei Hominidae, oggi vive sparso in varie parti del globo. Il suo ambiente è l’habitat cibernetico, ambiente caratterizzato da bassa informazione e prevalentemente di parte dove ha ottime possibilità di trovare le sue prede. In questo ambiente il leone da tastiera è veramente il re nel senso che è il predatore incontrastato, seguito dai complottisti (Homo Sciachimichens) con i quali ogni tanto entra in competizione.

CARATTERE, COMPORTAMENTO E VITA SOCIALE
Il leone da tastiera è un animale che vive in gruppo sotto mentite spoglie e che e raramente mostra la sua reale natura nell’ambito sociale. In genere, al fine di avere il controllo di un argomento, i maschi si coalizzano, soprattutto i fratelli. Quando i leoni da tastiera cuccioli raggiungono l'età adultà devono lasciare il gruppo nel quale hanno vissuto sino a quel momento in quanto sono considerati una minaccia dal maschio dominante e fanno una vita nomade per due-tre anni sui forum e sui newsgroup della Rete dove tendono a formare una coalizione con altri maschi solitari ed insieme cercano un gruppo per prenderne il sopravvento. In genere le coalizioni tra leoni maschi non sono superiori a quattro ed il vantaggio di questa coalizione è che hanno la possibilità di poter governare un gruppo per circa tre anni. Coalizioni con più di quattro maschi adulti sono estremamente rare sicuramente perchè difficili da tenere insieme.
Una volta nato il gruppo, i leoni da tastiera tendono generalmente a restare nel gruppo dove sono nati e si sincronizzano con gli per pubblicare post contemporaneamente agli altri. Questo è finalizzato all'ottenimento di una massa di seguaci e in questo modo i cuccioli possono trollare contemporaneamente su argomenti diversi.
Il leone da tastiera maschio è un animale che quando combatte è uno strenuo lottatore ed è molto frequente essere denunciato o bannato quando esemplari di pari forza combattono tra loro.
CARATTERISTICHE FISICHE
Ciò che caratterizza il leone da tastiera è la schiena curva e il dimorfismo visivo che permette loro di controllare più pagine Internet contemporaneamente e riconoscere un argomento di discussione valido da uno non valido grazie alla loro vista aguzza e alla loro memoria visiva e cognitiva.

COMUNICAZIONE
Hanno la capacità di riconoscersi e di interagire tra loro. Usano dei segnali visivi ad esempio le emoticon o gli screenshot che servono a segnalare a distanza la presenza di un probabile flame. I leoni da tastiera maschi hanno l'abitudine di marcare il territorio postando dai propri blog personali o dalle pagine fan di Facebook. Una caratteristica sociale nel leone da tastiera è il linguaggio che acquisiscono dopo aver raggiunto un anno di età all’interno di comunità come LoSai, InformarexResistere e ImolaOggi. Sono riconoscibili per i punti esclamativi mescolati ai caratteri dell’unità numerica ed all’uso ossessivo del maiuscolo. Di solito il leone scrive da computer portatile o da pc desktop e il suo ruggito serve a promuovere il proprio territorio, per comunicare con gli altri del gruppo, per dimostrare la propria forza.
Un altro modo per comunicare è la comunicazione audio-visiva attraverso immagini e video condivisi sui maggiori mezzi di comunicazione online. 

ABITUDINI ALIMENTARI
E' un animale onnivoro e dal ciclo circadiano variabile: caccia spesso in solitario e la sua attività è legata alla sua occupazione.  In genere la caccia avviene la notte e nelle prime ore del mattino. Per il leone da tastiere le prede preferite sono gli analfabeti funzionali anche se alcuni esemplari non disdegnano animali più difficili da catturare come politici, veline, attori e modelle. Diversi studi hanno dimostrato che mentre con la caccia solitaria la percentuale di successo è del 30% con la caccia in gruppo questa scende al 15%. 

RIPRODUZIONE E CRESCITA DEI PICCOLI
Il leone da tastiera è un animale poligamo: non ha un compagno/a fisso e si accoppia con più leoni diversi nel corso di una stessa trollata. E' stato stimato che un leone si accoppia circa 1.000 volte nell'arco dell'anno e i piccoli leoncini possono nascere in qualunque periodo dell'anno.
La gravidanza dura circa 270 giorni e nascono da 1 a 4 cuccioli che possono avere anche padri diversi e pesano da 1 a 2 kg. I piccoli alla nascita hanno gli occhi e le menti chiuse che vengono aperte il tredicesimo giorno ed iniziano a scrivere dopo 15 gg. In genere fino all'età di due mesi i cuccioli sono mantenuti nascosti dal branco e vengono svezzati all'età di 7-10 mesi.
In genere quando un leone maschio raggiunge l'età di 3-4 anni è in grado di prendere il comando di un branco e ciò comporta che il vecchio maschio (in genere questo avviene quando ha raggiunto l'età di circa 8 anni) venga scacciato. Spesso un nuovo maschio dominante comporta anche che tutti i cuccioli di età inferiore ai due anni vengano uccisi.
Quando i cuccioli raggiungono circa 6-7 mesi spesso sono lasciati soli e questo è un momento in cui sono particolarmente vulnerabili perchè possono essere attaccati dai normalizzatori. In ogni caso il leone maschio dominante, pur non svolgendo un ruolo attivo nella crescita dei piccoli, in ogni caso protegge il branco e quindi anche i piccoli da eventuali predatori. 

PREDAZIONE
Il leone da tastiera adulto è un animale che non ha predatori se non si considera il normalizzatore e gli altri leoni che uccidono i piccoli (vedi paragrafo "riproduzione e crescita dei piccoli").
La caccia dei leoni da tastiera è un grave problema e nel 2015 è stato stimato che in Internet sono stati uccisi circa 20 leoni in un anno al pari di un tasso riproduttivo in netta espansione. 
Troppo spesso erroneamente si ha paura del leone per se e per il proprio quieto vivere. Questo timore può essere giustificato solo dal fatto che nelle pagine dove vive il leone non ci siano altre prede. 

STATO DELLA POPOLAZIONE
Il leone è considerato ad alto rischio di espansione in natura. Questa valutazione è basata sul fatto che è stato stimato che nel giro di tre generazioni (venti anni) ci sarà un aumento del 30% della sua popolazione dovuta ad una diminuzione delle sue prede naturali che porterà alla ricerca da parte del leone anche di altri soggetti da cacciare con la conseguente sua morte per uccisione da parte dell'uomo qualunque.

CURIOSITA'
Da analisi effettuate sui leoni presenti su TankerEnemy si è scoperto che il 92% dei leoni sono affetti da FDV (Feline Deficiency Virus): questo virus sembra però non abbia alcuna influenza sulla salute dei leoni ma solo su quella dei soggetti da lui contattati o aggrediti.