domenica 22 settembre 2013

Lettera ad un tumore

Bologna, 23/09/2013

Carissimo tumore,
in questo anno mi hai insegnato tantissime cose.
Come sei solito fare. Perchè sei il peggiore dei maestri.
Ed il migliore.
Peggiore perchè mi hai chiesto una lezione fondamentale senza spiegarmela prima.
Migliore perchè, una volta che me l'hai spiegata, non si dimentica più.

Mi hai insegnato a non avere paura di piangere e ancora di più a non avere paura di ridere di me e delle follie del mondo e delle persone anche davanti ai loro occhi e ai loro evidenti errori e alle loro piccole cattive meschinità.
Mi hai insegnato a soffrire in una maniera che non credevo possibile, a conoscere me stesso oltre ogni aspettativa, a comprendere il dolore che provavo ed a capire che sarebbe prima o poi passato.
Mi hai insegnato che valore ha un abbraccio, che importanza ha un gesto d'affetto quando non è richiesto, che cosa vuol dire avere un numero di telefono da chiamare per dire che non ce la fai più, che cosa vuol dire tornare a sentire il cuore battere per qualcuno, di nuovo.
Mi hai insegnato che svegliarsi la mattina è una benedizione, che camminare per strada senza svenire per la mancanza di forze è un'esperienza bellissima, che guardare il mondo vivere e sapere che ne fai parte è una gioia indescrivibile, che mangiare un gelato e non vomitare è una piccola grande conquista.
MA hai lasciato graffi, danni, cicatrici, sofferenza, dolore ed effetti collaterali, cose che potrebbero anche non sparire mai più.

Ti sei preso un anno della mia vita, le mie illusioni, le mie speranze, il mio peso, i miei occhi e mi hai dato qualche capello bianco, qualche ruga in più e soprattutto una dannatissima sensibilità che mi fa vedere TUTTO in maniera completamente differente da prima.

Ecco, l'ultimo punto, se proprio potresti riprendertelo indietro mi faresti un piacere. Perchè mi ha già stancato.

Con cordiale disprezzo

giovedì 29 agosto 2013

Stupri in Nord Europa: un approfondimento



Eccovi tutti i dati che ho raccolto e una mia considerazione personale finale.

Parliamo di numeri, quelli degli stupri nel civilissimo Nord Europa.
Snocciolamo un paio di dati soffermandoci poi più acutamente sulla Svezia:

Situazione stupri

Numero di stupri in un anno in Danimarca: 500
Percentuale di stupri che porta alla condanna in Danimarca: 20%
Percentuale di donne sotto i 20 anni violentate in Danimarca: 56%
Tasso di stupri segnalato in Danimarca: 25%
Stupri commessi da partner in Danimarca: 75%
Stupri commessi da conoscenti in Danimarca: 46.5%
Stupri commessi da sconosciuti in Danimarca: <5 p="">
Stupri di gruppo commessi in Danimarca: 29%

Numero di stupri in un anno in Finlandia: 1000
Percentuale di stupri che porta alla condanna in Finlandia: 13%
Percentuale di donne sotto i 30 anni violentate in Finlandia: 70%
Tasso di stupri segnalato in Finlandia: xxx
Stupri commessi da partner in Finlandia: 13%
Stupri commessi da conoscenti in Finlandia: 50%
Stupri commessi da sconosciuti in Finlandia: 25%
Stupri di gruppo commessi in Finlandia: xxx

Numero di stupri in un anno in Norvegia: 950
Percentuale di stupri che porta alla condanna in Norvegia: 12%
Percentuale di donne sotto i 20 anni violentate in Norvegia: 45%
Tasso di stupri segnalato in Norvegia: xxx%
Stupri commessi da partner in Norvegia: xxx
Stupri commessi da conoscenti in Norvegia: xxx
Stupri commessi da sconosciuti in Norvegia: xxx
Stupri di gruppo commessi in Norvegia: xxx

Popolazione attuale: 9,5 milioni di abitanti
Immigrati: circa 500.000 abitanti
Neonati con madri immigrate: 16%
Disoccupazione tra gli immigrati: il 46%
Numero di stupri in un anno in Svezia: 5.000
Percentuale di stupri che porta alla condanna in Svezia: 6%
Percentuale di donne sotto i 17 anni violentate in Svezia: 25%
Tasso di stupri segnalato in Svezia: 5-10%
Stupri commessi da partner in Svezia: 24%
Stupri commessi da conoscenti in Svezia: 40%
Stupri commessi da sconosciuti in Svezia: <5 p="">
Stupri di gruppo commessi in Svezia: 18%
Percentuale di donne che non escono la sera per paura di stupri: 82%
Tasso di stupri nel 2003; 9,24 ogni 100.000 abitanti
Tasso di stupri nel 2005: 36,8 ogni 100.000 abitanti
Tasso di stupri nel 2012: 63,2 ogni 100.000 abitanti
(Tasso di stupri in Italia nel 2012: 15 ogni 100.000 abitanti)
Percentuale di stupri ad opera di immigrati: 90%
Percentuale di stupri ad opera di musulmani: 77%
Popolazione immigrata a Stoccolma: 1/3 del totale.
Tasso di stupri a Stoccolma nell’estate del 2012: 5 al giorno.


Amnesty International e le stesse Nazioni unite sono intervenute sulla questione degli stupri nei paesi del Nord Europa suggerendo al governo svedese di diventare molto più rigoroso e severo nel giudicare tali reati che attualmente sono puniti spesso con pene irrisorie rispetto alla loro gravità, cosa che non solo non funge da deterrente ma anzi favorisce il reiterarsi di tali crimini.
La Svezia è il Paese dove l’accoglienza nei confronti degli stranieri è la più alta in tutta l’Europa. Ma è anche il paese dove verifica il maggior numero di violenze sessuali e di stupri che vedono maggiormente protagonisti gli immigrati.
Lo studio europeo Case Closed evidenzia come in 20 anni il numero di stupri denunciati alla polizia sia quintuplicato ma le condanne siano invece inferiori rispetto a quelle del 1965.
Gli stessi immigrati, intervistati in Svezia, non hanno esitato a definire le ragazze svedesi “puttane” con cui divertirsi prima di sposarsi con una donna islamica “che sappia cosa vuol dire essere una donna”.
Da tutti questi dati emerge un quadro allarmante di “conquista” da parte degli islamici del Nord Europa, con intere cittadine come Malmoe dove negli oltre 150 ghetti presenti attorno alla città ogni sera si scateni una vera e propria guerra contro il patrimonio pubblico. Il tutto avallato dal “buonismo” legislativo che porta addirittura a non citare la nazionalità dei violentatori o dei rapinatori per paura di discriminare l’autore del crimine.


Tolti i numeri, una considerazione personale.
Non ci volevo credere ed ho letto qualche notizia in inglese in giro.
Ho letto di donne violentate che non denunciano gli stupri per paura di rappresaglie ed ho letto di numeri che sfiorano il 90% delle mancate denunce.
Ho letto di donne violentate a turno da 13 persone per ore che ora si trovano devastate nel fisico e nella mente da esperienze inenarrabili.
Ho letto di scontri di civiltà tra la cultura svedese, libera, non sessista e dove la donna ha una sua posizione nella società, e la cultura islamica, sessista, profondamente misogina e dove la donna che compie un gesto di cortesia “invita all’accoppiamento”.
Ho letto di un mix esplosivo che a breve secondo me detonerà.
Ho visto di donne trattate USUALMENTE da islamici come meri oggetti e semplice mezzo per la procreazione.
Ho visto di donne islamiche uccise perché volevano vivere “all’occidentale”.
Ho visto di donne maltrattate e prese a schiaffi anche in pieno pubblico solo perché avevano osato parlare.

Qui siamo all’assurdo.

Il processo di integrazione è visto come debolezza e permette una mancanza completa di rispetto delle leggi . Su molte cose abbiamo deciso di non scontrarci con l’Islam ma su questa temo che dovremo a breve fare i conti con noi stessi e decidere da che parte stare: se da quella dell’harem o da quella della casa europea.
Temo che l’Islam ed i diritti delle donne siano incompatibili. E temo sia l’ora di fare una scelta.

giovedì 20 giugno 2013

Rigatoni Yin e Yang

Carissimi, ecco una ricetta che io uso tantissimo nelle mie giornate estive caldissime quando voglio fare qualcosa di rinfrescante e con poco tempo di lavoro. Dato che questo piatto lo faceva sempre mio zio Antonio amante di cucina macrobiotica chiameremo la ricetta "Rigatoni Yin e Yang" (così che li chiamava lui). Vi occorrono sale, limone, olio e una pasta corta e rigata (io uso principalmente rigatoni). Preparate un battuto in un piatto fondo dove metà del liquido sarà costituito dal succo dei limoni e metà dall'olio EVO: di solito la proporzione è due cucchiai di olio/1 limone/un pizzico di sale/100 gr di pasta. A parte cuocete la pasta, salatela e calatela al dente, scolate ma non troppissimo e poi ripassate in pentola unendo il battuto e mantecate energicamente. Sembra incredibile, ma è un piatto freschissimo. Buon appetito. :)

Poesia - E

E se un albero mi abbracciasse fino a graffiarmi e se il sole mi scaldasse fino a farmi bruciare e se una rosa mi amasse con tutte le sue spine e se una sola di queste cose o tutte insieme sarebbe sempre meglio della tua indifferenza del tuo menefreghismo del tuo parlare al singolare. Ma stamattina, amore, chiudo di nuovo la porta. E piano, quasi sottovoce, vado via. Perché amarsi così per me... ...ma che senso ha?

sabato 11 dicembre 2010

Detti Napoletani

1.'A mamma d''e fesse è sempe incinta.
La mamma degli sciocchi è sempre incinta - Cioè: il mondo brulica di stupidi.

2.Dicette 'o pappice vicino â noce: Damme 'o tiempo ca te spertoso!
L'insetto punteruolo disse alla noce: Dammi tempo e ti perforerò - Cioè: chi la dura la vince!

3.A gghiennere e nnepute, chello ca faje è tutto perduto.
A generi e nipoti quel che fai, è tutto perso - Cioè: va perduto il bene fatto ai parenti prossimi che normalmente sono irriconoscenti.

4.'O figlio muto, 'a mamma 'o 'ntenne.
Il figlio muto è compreso dalla madre - Lo si dice di due persone che abbiano un'intesa perfetta come una madre, la sola che riesce ad intendere i desiderii d’un figliuolo muto.

5.San Luca nce s'è spassato...
San Luca ci si è divertito...- Lo si dice di una donna cosí bella che sembra dipinta dal pennello di San Luca, che la tradizione vuole pittore. Ma anche in senso antifrastico quando ci si imbatte in una donna decisamente brutta; in tal caso bisogna intendere lo spassarsi della frase come prendersi una vacanza nel senso che il san Luca protagonista dell’espressione era solito fare dei gran bei quadri(e dunque ritrarre donne belle); nel caso che invece avesse effigiato una donna decisamente brutta lo avrebbe fatto allo scopo di prendersi una vacanza.

6. Quanno siente 'o llatino d' 'e fesse, sta venenno 'a fine d' 'o munno...
Quando senti i fessi parlare in latino, s'approssima la fine del mondo. Cioè: quando gli sciocchi prendono il comando a parole e con i fatti, si preparono tempi grami.

7. Quanno dduje se vònno, ciento nun ce pònno...
Quando due si vogliono, cento non possono contrastarli... Cioè: È decisamente inutile opporsi all'amore di due persone che si amano

8. Me staje abbuffanno 'e zifere 'e viento.
Mi stai riempiendo di refoli di vento. - Cioè: mi stai riempiendo la testa di fandonie

9.Passa 'a vacca...
Transita la vacca. - Cioè: è poverissimo. L'espressione dialettale è una derivazione dal tardo latino: transit vacuus, usata nelle dogane latine per indicare i carri transitanti senza merce, quindi non soggetti a balzelli.

10.Ògne capa è 'nu tribbunale
Ogni testa è un tribunale - Cioè:ognuno decide secondo il proprio metro valutativo.

11.'O pesce fète d''a capa.
Il pesce puzza dalla testa. Cioè: il cattivo esempio parte dall'alto.

12.Pare 'a varca 'e mastu tTore:a poppa cumbattevano e nun 'o sapevano a propra...
Sembra la barca di mastro Salvatore: a poppa combattevano e lo ignoravano a prua cioè:il massimo della disorganizzazione!...

13. Mazze e panelle, fanno 'e figlie bbelle...,panelle senza mazze, fanno 'e figlie pazze!
Botte e cibo saporito, fanno i figli belli, cibo senza percosse fanno i figli matti! - Cioè: nell'educazione dei figli, per ottenerne risultati positivi, occorre contemperare le maniere forti con quelle dolci.

14. Chi s'annammora d''e capille e d''e diente, s'annammora 'e niente...
Chi si lascia conquistare dai capelli e dai denti, s'innamora di niente, perché capelli e denti sono beni che sfioriscono presto..Cioè: non bisogna lasciarsi conquistare dalle apparenze esteriori.

15.Chiagnere cu 'a zizza 'mmocca...
Piangere con la tetta in bocca - Cioè: piangere ingiustificatamente

16.Guàllere e ppazze, venono 'e razza...
Ernie e pazzia sono ereditarie(non si possono eludere).

17.'E fesse so' sempe 'e primme a se fà sèntere...
I fessi son sempre i primi a parlare - cioè: gli sciocchi sono sempre i primi ad esprimere un parere...

18.Dicette Pulicenella:'A meglia mmedicina? Vino 'e cantina e purpette 'e cucina...
Disse Pulcinella:la miglior medicina? Vino stagionato e polpette fatte in casa...

19. Stanno tazza e cucchiara.
Stanno secchio della calcina e cucchiaia. - Cioè:vanno di pari passo, stanno sempre insieme.

20.Stammo asseccanno 'o mare cu 'a cucciulella...
Stiamo prosciugando il mare con la conchiglia - Cioè: ci siamo imbarcati in un'impresa impossibile...

21.Arrostere 'o ccaso cu 'o fummo d''a cannela.
Arrostire il formaggio con il fumo di una candela - cioè:tentare di far qualcosa con mezzi inadeguati.

22.'A mala nuttata e 'a figlia femmena.
La notte travagliata ed il parto di una figlia - cioè: Le disgrazie non vengono mai sole.

23.Nun tené manco 'a capa 'e si' Vicienzo.
Non aver nemmeno la testa del sig. Vincenzo. Cioè:esser poverissimo. 'a capa 'e si' Vicienzo è la corruzione dell'espressione latina:caput sine censu ovverossia:persona senza alcun reddito, persona che pertanto non pagava tasse.

24.Dicette munsignore ô cucchiere:"Va' chiano , ca vaco 'e pressa!"
Disse il monsignore al suo cocchiere:"Va' piano, ché ò premura!" Ossia:la fretta è una cattiva consigliera

25.Senza denare nun se cantano messe.
Senza denaro non si celebrano messe cantate. Cioé: tutto à il suo prezzo.

26.A cuoppo cupo poco pepe cape.
Nel cartoccetto conico pieno entra poco pepe. Cioè: chi è sazio non può riempirsi di più (in tutti i sensi).

27.Giacchino mettette 'a legge e Giacchino fuje 'mpiso.
Chi è causa del suo mal, pianga se stesso: Con riferimento a Gioacchino Murat ucciso a Pizzocalabro in attuazione di una norma da lui stesso dettata

28.A aldare sgarrupato nun s'appicceno cannele.
Ad altare diruto non portar ceri accesi. - Figuratamente: Non corteggiare donne anziane.

29. Si ll'aucielle canuscessero 'o ggrano, nun ne lassassero manco n' aceno!
Se gli uccelli conoscessero il grano, non ne lascerebbero un chicco! - Cioè: se gli uomini fossero a conoscenza di tutti i benefici che la vita offre, ne approfitterebbero sempre.

30.Dicette Pulicenella: pe mare nun ce stanno taverne.
Disse Pulcinella: in mare non vi sono ripari.Cioè: è sconsigliato mettersi in situazioni pericolose che non offrono scampo.

31. Scarte fruscio e piglie primera.
Cader dalla padella nella brace.

32.Va' dinto 'e chiesie granne ca truove segge e scanne...
Va' nelle chiese grandi dove troverai sedie e scranni - Cioè: Chi vuol qualcosa lo deve cercare nei negozi piú grandi che sono i piú forniti.

33.Femmene, ciucce e crape tenono tutte una capa.
Donne, asini e capre ànno tutti una medesima testa (ragionano tutti alla medesima maniera!)

34.Ll'ommo cu 'a parola e 'o vojo cu 'e ccorne.
L'uomo si conquista prendendolo con la parola, il bue tenendolo per le corna.

35.'Ntiempo'e tempesta, ogne pertuso è ppuorto!
In caso di necessità, qualunque buco può servire da porto!

mercoledì 31 marzo 2010

Essere nerd oggi

nerd
s.
1 (sl. spreg.) persona tenuta in scarsa considerazione; scemo; nullità; (Am,colloq) imbranato m., personaggio m. fantozziano.
2 (sl. inform.) fanatico del computer.

Sono un Nerd.
Cioè, io sono un nerd vecchio stampo ma sono sempre un nerd, e ne vado anzi fiero.
Ma cosa vuol dire essere nerd? Soprattutto, cosa vuol dire OGGI essere un nerd?
Secondo me i tratti distintivi di un nerd sono…
1) Come veste un nerd? Prima i nerd vestivano in modo molto distintivo: occhialoni con la montatura spessa di corno (meglio se nera e meglio ancora se con un pezzettino di nastro adesivo che teneva le stanghette su), capello ingelatino alla leccata di vacca (aderente cioè al cranio), maglietta consunta o camicia a quadri oppure camicia monotinta con gilet di maglia smanicato, pantalone alla pinocchietto e scarpe tipo Lumberjack o da ginnastica basse. Le ragazze cambiavano solo per la gonna sotto il ginocchio a quadri scozzesi, la camicetta spesso rosa o bianca con i bottoni bianchi bene in evidenza e le scarpe basse, abolito il tacco.
OGGI come vestono? Beh direi che lo sdoganamento dell’immagine del nerd è passato attraverso gli anni ’80, i college americani, i computers e la moda, che ha trasformato l’abbigliamento del nerd in una sorta di must per determinate classi sociali. Oggi i nerd vestono in modo molto da college americano: pantaloni comodi, scarpe da ginnastica, magliette oversize con spesso immagini di carattere informatico o di giochi di ruolo (qualche volta anche con una pornostar sopra), gli occhiali forse sono rimasti l’unica cosa che ancora resiste del vecchio abbigliamento insieme al capello ingelatinato, anche se ormai è l’eccezione e non la regola.
Le ragazze conservano la gonna a scacchi che però si è accorciata e si vestono spesso con una molto più comoda maglietta, cambiando le scarpe basse con gli stivali. Alcune di loro indossano abiti di foggia gotica o che abbondano di pizzi e merletti.
2) Che musica ascoltano i nerd? La musica forse è una delle poche cose che in questi anni non è mai cambiata nella realtà nerd. I nerd ascoltano spessissimo musica elettronica e rock, spesso con testi che riflettono la vita di tutti i giorni e che elaborano i loro piccoli grandi problemi. Gruppi come i Weezer o i Daft Punk possono dare un’ottima idea del tipo di musica che i nerd ascoltano oggigiorno. Non è però neanche da disdegnare la musica pop-punk di ultima generazione o il metal epico e sinfonico con argomenti spesso fantasy (un nome su tutti: Blind Guardian).
3) Che cosa legge un nerd? La lettura cartacea ha ceduto il passo alla lettura del Web. Ormai il tempo delle riviste di informatica è quasi tramontato, resistono solo alcune riviste di settore lette dai nerd veramente informatici.
Il nerd legge i blog degli amici, le e-zine sugli argomenti che gli interessano e non ama moltissimo Facebook tranne alcune sue applicazioni: preferisce leggere articoli in rete da siti di protesta civile, su come modificare il suo pc, su quale Debian sia migliore per il suo IPhone…. Il mondo lo interessa relativamente poco ma segue con occhio critico gli avvenimenti di una certa risonanza mondiale ed è capace di organizzare abbastanza efficacemente un network di informazioni per trasmettere ciò che gli interessa con un tam-tam mediatico imbarazzante per velocità e diffusione.
4) Quali sono i passatempi del nerd? Beh, questa è davvero l’unica cosa che non è cambiata, anzi si è ampliata nel tempo. Considerando ormai must inattaccabili i giochi di ruolo, l’elettronica e le consolle, nel tempo si sono aggiunti le rivisitazioni storiche e il gioco di ruolo dal vivo, le fiere di giochi, il cosplay, le carte collezionabili come Magic, i giochi da tavolo come Warhammer 40.000, l’IPod, i MMORPG come World of Warcraft, i blog (da seguire “Order of the Stick” e “Storie dalla Sala Macchine”), il computer (al 99,99% con l’ultima distro di Linux), andare ai concerti… Paradossalmente il nerd oggi è molto meno asociale dei suoi colleghi “normale” in quanto i suoi canali di socializzazione sono molto più efficaci e diretti, partendo da un background comune e sfociando quasi in un neocameratismo informatico che rinsalda le amicizie.

Come mai ho detto tutto ciò? Credo perché secondo me era il caso di dirlo, tutto qui.
E perchè io mi sento taaanto nerd. :)

martedì 23 marzo 2010

Ciao Anna

La morte non è niente.
Io sono solo passata nella stanza accanto.
Io sono io, tu sei tu.
Ciò che eravamo l’uno per l’altro, lo saremo sempre.
Dammi il nome che mi hai sempre dato.
Parlami come hai sempre fatto.
Non usare un tono differente,
non prendere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme.
Prega, sorridi, pensa a me, prega per me.
Che il mio nome sia pronunciato in casa come è sempre stato,
senza enfasi alcuna, senza traccia d’ombra.
La vita significa ciò che ha sempre significato.
Il filo non si è spezzato.
Perchè dovrei essere fuori dal tuo pensiero semplicemente
perchè sono fuori dalla tua vita ?
Io ti attendo.
Non sono lontana, sono dall’altra parte della strada.
Vedi, va tutto bene.

Tratta da : “L’amore non finisce mai”
di Canon Henry Scott Holland